Il pane dei ricordi…


Questo pane mi ha ricordato il pane che comprava nonno a Falconara, quando stava lì infatti non prendeva mai il classico filoncino sciapo tipico a Roma, ma si sbizzarriva con le forme e i tipidi pane diversi che offriva il forno, con il suo profumo inebriante, ancora di oggi!
E’ un pane di quelli a mollica morbida, ottimo con i salumi, ma anche di quelli perfetti affinchè diventi un tutt’uno con la nutella entrambi morbidissimi, l’unico difetto è che mantiene  queste caratteristiche appena fatto, già l’indomani perde un po’ del suo fascino morbidoso 😦

Indicatomi da Susanna/Pitupitumpa riprendendo la ricetta da Anice&Cannella

Pane a pasta dura di Giorilli

Ingredienti

I° impasto: far fermentare 8-10h – la sera tardi
135 grammi di farina di media forza oppure una 0 per pane con almeno 11% di proteine (io ho usato una miscela 40% manitoba Spadoni e 60% farina 00 debolissima)
35 grammi di PM
68 grammi d’acqua (oligominerale naturale)

II° impasto – iniziato la mattina presto
465 grammi della stessa farina indicata sopra ( io la setssa miscela)
235 grammi d’acqua
3 grammi di malto d’orzo (mezzo cucchiaino)
11 grammi di sale marino (io qualcosa di meno sugli 8-9g)

per il secondo impasto è importante che l’la palla sia sempre ben incordata, quindi alternare un po’ di acqua -dove si è sciolto il malto- e un po’ di farina , e verso la fine il sale.

Lasciar riposare l’impasto 20 minuti ca.

Stendere l’impasto in una sfoglia lunga/rettangolare alta circa 8-9mm, che va piegata su sè stessa e ancora una terza volta. Rifare questo procedimento ristendendo la sfoglia per altre 2 volte e far riposare qualche minuto dopo averla ristesa in forma di rettangolo.

Arrotolare ora in un unico lungo rotolo (verrà con diametro circa 3-4 cm) tutta la pasta, tagliarne 1/3 e posizionarlo alla metà del torolo lungo facendolo accavallare x tenerlo fermo e formare così una treccia che si lascerà riposare e lievtare fino al raddoppi odel suo volume (a me 4h)

Ora la fase decorazione e cottura: si può decidere di praticare un taglio per tutta la lunghezza della treccia o lasciarla “intonza”.
Cuocere a forno caldo al massimo con tegliettina di acqua poca poca
i primi 10 minuti a 230°,
i successivi 40 a 210°,
ultimi 10 a 200°

Mi è piaciuto davvero tanto, sia perchè ha una consistenza totalmente diversa da quelli fatti in precedenza e quindi è una piacevole novità, sia perchè mi ricorda la mia adolescenza

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