Crema al cioccolato di Raff senza uova!


Ho sempre adorato questa crema, ancora non smetto di ringraziare Raffaella per averla postata su cook, sembra quella delle pastarelle della domenica, detta così è molto anni ’80, ma insomma sempre i bignè al cioccolato sono! Quando ero piccola la domenica erano fissi, se veniva nonno li portava lui, insieme alle aragoste con la crema chantilly, se andavamo noi ovviamente facevamo lo stesso! Fossero grandi, mignon sparivano subito comunque! Anche le nonne e mamma le puntavano nel vassoio e nell’avvicinarsi  all’ultima timidamente dicevano con le dita incrociate sotto al tavolo: “Per caso qualcuno vuole l’ultima al cioccolato, o posso mangiarla io?!?!” 😀 Era quasi una gara a chi diceva per prima quella frase 😀

crema al cioccolato raff (6)

Ma bando alle ciance, metto la dose intera, ne viene un bel quantitativo, sugli 800g di crema e avrà la consistenza della nutella:

150 gr latte
50 gr burro
75 gr glucosio (o miele di acacia in alternativa)
100 gr rhum o liquore a piacere o latte
250 gr cioccolato fondente
300 gr cioccolato al latte

In un pentolino far scaldare il latte con il burro, il glucosio o il miele finchè si sciolgono, senza far bollire. Raff suggerisce di far arrivare la temperatura del latte al max a 60°C e aggiungere il liquore o il latte.
Da parte fate fondere i due cioccolati separatamente per poi unirli uno alla volta al latte.

crema al cioccolato raff

Fatto ciò montate con le fruste fino a raffreddamento della crema. Far riposare a temperatura ambiente per 12h coperta con pellicola. Passato il tempo del riposo girare di nuovo con la frusta per renderla di nuovo soffice e vellutata! FAtta con solo liquore si mantiene 10 giorni anche fuori dal frigo, con solo latte invece meno.

si può aggiungere anche un po’ di panna semimontata per “alleggerirla” un po’ 😉

crema al cioccolato raff (5)

L’ho usata per ricoprire la torta di san valentino, ma come copertura senza panna risulta un po’ “collosa”, sempre per quella tortina ho usato il liquore strega 😉

Ricotta, pere e cioccolato per un dolce cuore di San Valentino


Diciamo che è solo un’occasione in più per festeggiare, celebrare e ricordare l’ Amore tra innamorati…Innamorari….Rari! Ci piace pensare che sia un giorno in più per poterlo fare, con qualche cuore rosso e qualche fiore in più in giro per la città… la routine e la quotidianità forse qualche volta ci fanno dimenticare questo dono prezioso che condividiamo con la persona che abbiamo scelto, o da cui siamo stati scelti, oppure che qualcuno ha voluto che ci fosse questa scelta! Fatto sta che questo sentimento non va mai dato per scontato, perchè non si cadi nel “solito”, è bene stimolarlo, alimentarlo, coltivarlo giorno dopo giorno.

san valentino ricotta pere (3)

Non ho avuto molto tempo, così ho potuto finalmente utilizzare i soggetti preparati all’ultimo corso a cui ho partecipato

san valentino ricotta pere (2)

E’ proprio una tortina-ina, giusto per due persone 😀

DSC_3893

Ho usato:

torta al cioccolato che avevo già
crema al cioccolato
aromatizzata allo strega
125g di ricotta di mucca, 2 cucchiaini di zucchero e pochissima cannella
la “testa” di una pera del tipo “abate”,  tagliata a tocchetti, messa in padella con due cucchiaini di zucchero e flambate con due cucchiai di brandy
bagna con sciroppo alla vaniglia

schema torta San valentino ricotta e pere

ed ecco la fetta

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Anche oggi tanti auguri al mio Innamoraro innamorato! Grazie per la bella passeggiata tra le mura di Roma, è sempre affascinante rivedere le nostre origini ed averle ad un passo!

san valentino ricotta pere (4)

…è così…è che CI!

“Con questa ricetta partecipo al contest Valentine’s Day Dessert
di DULCIS IN FABULA”
 
a al link party di San Valentino di Spicchi del gusto
e al contest del Molino Chiavazza

Castagnole soffici con ricotta e mandorle!


Durante il pomeriggio ai fornelli con le mie amiche, in cui abbiamo preparato le Frappagnole, abbiamo preparato anche queste altre golosità, basandoci sulla ricetta delle castagnole con la ricotta. Volevo però provare a fare una versione alle mandorle e qui vi propongo le dosi aggiustate a tiro, noi eravamo state poco generose di mandorle e soprattutto non avevamo messo l’amaretto, ma il rum! 🙂

castagnole (8)

6 cucchiai di zucchero
2 uova (a temp ambiente)
zeste di un limone – io ho usato 1 cucchiaino di aroma naturale
zeste di un’arancia
125 gr di ricotta di pecora, anche di mucca va bene ma è meno saporita
un bicchierino di amaretto
1 pizzicotto di sale
100 gr di farina 00
120g farina di mandorle (o mandorle ridotte a farina, con un cucchiaio di zucchero)
1/2 bustina di lievito x dolci

sac à poche con bocchetta liscia 2cm o 2 cucchiaini
1 coltello
1,5l di olio evo per friggere
una pentola per friggere (in modo che l’olio arrivi a 1/3 ca della pentola)
zucchero a velo o semolato

mescolare tutti gli ingredienti insieme fino ad ottenere una pastella un po’ elastica. Intanto mettere a scaldare l’olio.

Riempire il sac à poche con la pastella ottenuta. Io mi trovo bene con i sacchi usa e getta, soprattutto se si tratta di riempirli con impasti grassi- avoja a lavarli poi!!  Non avendo la bocchetta adeguata, mi sono arrangiata con l’adattatore bianco, quello di plastica che in fondo è proprio una bocchetta tonda di 2cm 🙂 ma si può anche omettere, andnado direttamente a tagliare la sacca del diametro voluto 😉

Il metodo con il sac à poche permette di ottenere delle palline sferiche, contrariamente al’uso dei due cucchiaini, ma ovviamente si possono usare eh e renderle più “rustiche”;) Quindi riempire il sacco e quando l’olio è ben caldo – verificare immergendo un cucchiaino di legno: se si formano delle microbollicine tutto intorno al legno è pronto!- premere la sacca e tagliare con il coltello l’impasto che fuoriesce a 2cm e far cadere direttamente nell’olio:

castagnole (11)

aspettare che salgano a galla – fase divertentissima vedere come si gonfiano e vengono su! – lasciar cuocere fino a doratura in modo che si cuociano anche all’interno e scolare bene prima di porle su carta assorbente. Infine spolverate con lo zucchero a velo!

castagnole (9)

ed eccole qui pronte da gustare!
Da fredde e mangiate in giornata sono squisite e soffici, l’indomani sono ancora buone e morbide, anche se questo giro non sono avanzate, in 3 ce le siamo spazzolate via tutte, anzi che abbiamo aspettato di friggerle e zuccherarle tutte prima di addentarle!!! E poi…zac! E ringraziamo Paola che si è sacrificata dando un morsetto invece di mangiare la castagnola in un boccone solo!

castagnole (7)

Cmq hanno due difetti queste castagnole (per le conseguenze eh!!!) si fanno troppo velocemente (per doppia dose ho impiegato tra impasto e cottura 1h!!)  e sono troppo buoneeeee!!

Queste sono quelle di Noemi, ripiene di crema e spolverate di zucchero semolato, sono bellissime!

castagnole ripiene noemi

partecipo al contest di Batuffolando

Le “frappagnole” ovvero le castagnole marchigiane


…per il pomeriggio ai fornelli!!!!

Ah sì ragazze, dobbiamo proprio riprendere questi momenti culinari, sono sempre divertentissimi e si imparano un sacco di cose insieme peccato che non eravamo tutte le meninas, ma ci rifaremo! Infatti in occasione di Carnevale Paola e Lella ci hanno rinvitato (ehm..veramente mi sono autoinvitata) a casa loro per cucinare insieme i dolci di carnevale!!

castagnole (2)

Abbiamo preparato le castagnole soffici con ricotta e mandorle e anche le Frappagnole! Beh, questo nome venne a me e Raro qualche anno fa quando gliele feci provare per la prima votla, ma è stato immediato anche per le mie compagne d’avventura 😀

Perché questo nome? Come direbbe Carroll è una parola-baule (quando si fondono insieme due parole per formarne una sola) nel nostro caso formata proprio Frappe e Castagnole! Questo perché sono le castagnole che faceva Nonna, e sono originarie delle Marche, o per lo meno io le ho sempre associate così, forse dalla zona di Jesi e Castelplanio! Il fatto è che per me assomigliano a frappe irregolari e più morbide, chiacchiere, galani, cenci & Co più che alle castagnole a pallina, alle frittelle! Un’altra caratteristica è che profumano di anice, nelle Marche infatti il Mistrà potrebbero lasciarlo anche sul comodino, al posto del bicchiere d’acqua 😀 D’altronde non potevamo non farle visto che le mie amiche sono proprio recanatesi 😉

Cmq quando sono arrivata il tavolo della cucina era già tutto allestito, grembiuli e giubbe indosso, pronte per iniziare questa sfrittellata, che meraviglia! E voi siete pronti? dai che siete ancora in tempo per provarle!

castagnole (1)

Ora vedrete, noi ieri abbiamo fatto solo metà dose!

Ingredienti per due belle ciotolone

4 uova
4 cucchiai di zucchero (1 per ogni uovo)
4 cucchiai di olio di oliva* (1 per ogni uovo)
4 cucchiai di mistrà (varnelli) (1 per ogni uovo)
1 pizzico di sale
scorza grattugiata di un limone non trattato (io l’aroma al limone)
1 bustina di lievito
farina (q.b.) 500 gr. circa
1l – 1,5l di olio per friggere**
zucchero a velo

* stavolta abbiamo usato l’olio di semi di mais, risultano più leggere anche nel sapore.

** l’ideale sarebbe lo strutto le lascia molto più friabili, sennò quello specifico per frittura o altrimenti olio di semi di arachide (180°) o mais (160°) che hanno il punto di fumo più alto, o di oliva (210°), ma lascia un sapore molto forte.

Mescolate le uova, il sale, zucchero, olio, mistrà, la scorza con una forchetta. Una volta amalgamati gli ingredienti aggiungete la farina unita al lievito un po’ alla volta.

Deve risultare un impasto morbido, che appiccica. Per maneggiarle infatti bisogna ungersi le mani con l’olio, strappare un po’di pasta (pezzi grandi un po’ più di una noce) e stenderla sul piano oleato per dare una forma irregolare.

castagnole e frappagnoleQuando l’olio avrà raggiunto la temperatura ideale (usate uno stuzzicadenti, si deve riempire di bollicine nel momento dell’immersione nell’olio), immergete le castagnole che si solleveranno in superficie rapidamente dal fondo, quindi fate dorare e scolate. Asciugate su carta assorbente e spolverate con lo zucchero a velo.

Io le ho rifatte anche stasera insieme alle castagnole, in 1h ho fatto tutte e due (o tuttedue o tutt’e due, vero Paola?)

Al forno non le ho mai provate, non so come potrebbero venire, se volete sperimentare voi, fatemi sapere il risultato 😀

castagnole (3)Grazie mille ragazze, un pomeriggio di Chiacchiere, in tutti i sensi! Grazie anche per i consigli da followers e lettrici del blog 😀 Grazie anche a Zoi che stamattina è stata trovata col musetto pieno di zucchero a velo! Queste micie intenditrici! Mao…..

Partecipo al contest di Batuffolando

Muffin al cioccolato con sale rosa dell’Himalaya


Da quanto li avevo puntati e anche poi dimenticati questi muffin cioccolatosi! Poi ieri Anna Maria ha ripubblicato questi dolcetti sofficiosi e lì, dopo la ciga che mi sono presa per non averli fatti prima, la voglia di cioccolato è salita sempre di più e sempre di più soprattutto perchè i giorni passati con lo stomaco, (fosse stato solo quello!) non sono stata molto bene, con nausea, influenza di quelle fastidiose senza febbre!

muffin cioccolato sale rosa  v (15)

Perchè quando si ha la febbre è come se si fosse legittimati a dire “sto male, ho la febbre”, ma quando hai tutto tranne quella fa proprio innervosire! E quel che proprio mi manda ai matti è il dolore a schiena-reni-gambe che mi porto dietro da almeno 4 giorni, a fior di tachipirina per cercare di metterlo a tacere per qualche ora!

Ma perchè tutto questo sfogo? Perchè anche stamattina o dovrei dire stanotte mi sono svegliata senza riuscire più ad addormentarmi nonostante il gran sonno, proprio per via dei dolori ossei/muscolari ( è così quindi dai 25 in poi è tutta in caduta libera?!?) mi sono alzata alle 4,30! e gira di qua gira di là, poi sono andata in cucina, ho impastato l’impasto per la pizza, e poi, uova, latte, burro, farina, cacao e non ne parliamo più! Alle 6, come al bar, si sprigionava un profumo inebriante di cioccolato per casa! Non ci crederete, ma appena ho morso il dolcetto soffice e morbido mi sono passati i dolori! E’ proprio un esempio di comfort and emotional food allora!

muffin cioccolato sale rosa (11)

Uh come sono scioglievoli in bocca!

Cosa serve per 12 muffin:

2 uova
150ml latte
50g burro fuso
190g zucchero (io vanigliato)

200g farina
60g cacao amaro in polvere
1/2 bustina di lievito (7-8-g)
50g cioccolato in scaglie (io fondente al 50%)o goccine
sale rosa dell’Himalaya ( tocco personale)

Si mescolano prima i liquidi quindi le uova, il latte, il burro fuso, poi si aggiunge lo zucchero e il resto degli ingredienti seguendo l’ordine, ma setacciando le polveri. A questo punto avrete un composto piuttosto denso ma omogeneo e potete decidere se aggiungere anche le gocce di cioccolato o se metterle nel cuore della crema direttamente nel pirottino. Nel primo caso avrete il cioccolato per tutto il dolce, nel secondo avrete un cuore più scioglievole, io ovviamente ho provato entrambe le versioni 😀

Quindi riempire i pirottini già nella teglia per 3/4, dare una grattatina di sale rosa dell’Himalaya e cuocere a 180° per 20 minuti statico, a metà altezza. Far freddare poi su una gratella….freddare…se ci riuscite!

Ah…quando mangiarli? IN OGNI MOMENTO DELLA GIORNATA, soprattutto sia se particolarmente storta, sia se invece è una buona giornata, la renderà ancor migliore 🙂

muffin cioccolato sale rosa  v (15)

Anna, facevi bene a rimproverarmi! Sono davvero soffici, non troppo dolci, cioccolatosi, ancora migliori dei buonissimi Muffin di Starbuck’s e poi quel pizzico di sale in cima aggiunge davvero un tocco in più che secondo me sta benissimo perchè è un sale molto delicato che sposa benissimo con il cioccolat

muffin cioccolato sale rosa (9)perchè il cioccolato fa anche bene al cuore!

muffin cioccolato sale rosa

con questi muffin partecipo alla raccolta di Sonia di Oggi pane e salame domani…

Gennaio - Raccolta "Voglia di...cioccolato"

al contest di Menta e Cioccolato, “La Cucina del cuore”

Nuovo Contest

e al CAKE THERAPY Contest di Valy Cake and…

Cake Therapy Contest
e al contest Valentine’s Day Dessert di DULCIS IN FABULA”
a al link party di San Valentino di Spicchi del gusto
e al contest del Molino Chiavazza

Pane con 40% farina di segale integrale e noci


Beh Gi prima e ancora oggi Nico alla fine ci sono riusciti a portarmi sulla via della segale ed eccomi qui a sperimentare quest’altra farina speciale! Ha origini antiche, è tra i cereali classici e spesso un pane preparato con questa farina ha la caratteristica di essere piuttosto scuro, e se è usata in maniera assoluta diventa “nero”; inoltre proprio l’altro giorno anche Anto di Relaxing Cooking  ha preparato il pane con questo cereale indicando che è un cereale ricco di sostanze che danno benefici al nostro organismo e che unito alle noci è l’antidoto perfetto per abbassare il colesterolo! Ed ecco che io c’ho messo pure qualche gheriglio 😉 A voi il neo ribattezzato “Fagiolone” 😀

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300 gr di farina di grano tenero forte (io ho usato 250g di farina 00 pizze Simec e 50g Manitoba
200 gr di segale integrale
400 + 30 gr di acqua
100 gr di pm pimpante e rinfrescata
12 gr di sale
5 noci

ho sciolto la pm a pezzetti nell’acqua e ho subito messo le farine, facendo impastare il ken con la foglia, per far incorporare più aria a vel 1, dopo 5 minuti ho aggiunto il sale e ho continuato con la foglia. Si sono formati tanti nastri intorno alla pasta e alla frusta, e hanno impiegato parecchio prima di lasciar incordare per bene, ho aumentato a vel 2 e ho fatto arrotolare tutta la pasta alla frusta e piano piano ciurca 10ml alla volta ho aggiunto gli ultimi 30g di acqua, forse anche qualcosina in più. Passati 20 minuti ho cambiato e ho messo il gancio a uncino e ho lasciato impastare altri 10 minuti circa, finchè sollevando l’impasto non risultava elastico e estendibile e resistente, una sorta di prova velo 😉

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Ho ribaltato tutto sul piano oleato, mani oleate e ho fatto 2 giri di pieghe a 3, ho lasciato riposare e a intervalli di 40 minuti, ho inserito anche le noci e ho piegato così x  3 volte finchè mi è sembrato che stesse “su” da solo. A questo punto ho fatto un’ultima piega avvicinando i lembi, senza sovrapporli, per fare una filone, e ho  posato su carta da forno.

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Dopo 4h non era ancora raddoppiato, ma dovevo andare a dormire così ho osato e ho riformato il filone e ripoggiato sulla carta forno stavolta l’ho inserito in uno stampo da plum cake in silicone, per contenerlo un po’, ma senza dare la forma  finale del pane in cassetta 😉

Stamattina alle 6 (grrrrrrrrrrrrrrr) mi sono svegliata presto (grrrrrrrrrr) e con l’occasione ho infornato a forno freddo impostato a 240°, abbassato a 220° a temperatura raggiunta, per un’oretta; ho anche spruzzato un po’ d’acqua per la prima mezz’ora. L’ho fatto stiepidire un po’ e l’ho rinfornato a forno caldo ventilato per una 10 di minuti per avere una crosta più croccante 😉 Devo dire che è cresciuto abbastanza, si era un po’ seduto tolto dal silicone e invece poi si è sollevato, anche se i tagli si sono chiusi un po’.

pane 40% segale  (5)il risultato non è un pane leggero, dal basso peso specifico, ma c’è un odore per casa che ricorda il caramello, che penso sia dovuto anche all’odore delle noci che con il calore si son otostate e hanno lasciato questo profumo!!!

Per lo meno questa giornata piovosa ora profuma di pane di segale e noci!

pane 40% segale  (9)

A più tardi per la fetta….stay tuned! 🙂 ecco l’interno del fagiolone:

40% segale fetta