Torta shuttle sulla luna per la laurea di Ale!


E qui mica si scherza! Lauree e risultati così importanti mica possono passare inosservati! Ale è stato grande, una tesi e discussione davvero meritevoli e piene di passione, dedizione, consapevolezza e competenza, poi dopo la dedica a nonno i lucciconi ci sono stati e non poteva meritare una torta diversa dalla sua cuginetta! Appena ha capito che con la pasta di zucchero si potessero creare anche soggetti “spaziali”, ha accennato un

“Ma quindi si può fare anche uno shuttle?!?!?”

E come dire di no al neo laureato in Ingegneria Astronautica (quella che prima era Aerospaziale) e come non esaudire quest’altro sogno? Così pensa che ti ripensa mi sono messa all’opera e…

torta shuttle aleecco lo shuttle atterrato sulla luna -beh poi mi è stato detto dai colleghi ingegneri che quel tipo di mezzo non arriva sulla luna, ma allora come ci tornano sulla terra gli astronauti?! E poi cmq un po’ di licenza poetico-artistica ci sta, no? 😀

A condire il tutto:

schema torta shuttle sulla luna

crema frosting al caffeè e crema frosting con pralinato
pasta matta e torta al cioccolato senza uova e burro
pdz  e coloranti concentrati

lallina87.wordpress.com

per lo shuttle ho usato il rise krispies, ho ricoperto con pdz e ho incollato le parti “mobili” con ghiaccia reale, solo dopo che si erano asciugate, stessa cosa per la bandiera.

torta laurea shuttle alpe1

Ale è rimasto entusiasta, io anche sono stata soddisfatta del risultato, ma vedere il suo sorriso e quello degli amici ha ripagato le ore di lavoro 🙂

e al ristorante, con Buzz Lightyear e il nastro scozzese di buon augurio per il suo viaggio 🙂

Non avrebbe mai voluto tagliarla e queste sono state le parole del festeggiato:

Comunque più la vedo e più mi piace!!!!

Mi sono sentito un bambino il giorno di natale quando l’ho vista!

in effetti va a finire che le torte vengono viste più da chi le fa che non dal festeggiato 😀

AUGURI DOTTORE
spero che tutti i tuoi sogni si realizzino!!!

Con questa ricetta partecipo al contest di Aria In Cucina

Weekend in Val d’Orcia #2 e i nostri 6 anni :)


Eccomi qui a continuare il mio-nostro racconto! Avevo iniziato l’indomani dal racconto del primo giorno, ma non mi ha salvato la bozza e così ho ritardato… Durante queste giornate abbiamo anche festeggiato il nostro 6° anno insieme 🙂 E’ stata una giornata davvero straordinaria! Mi rendo conto di essere ripetitiva, monotona e retorica, ma che ci posso fare? sono stati giorni memorabili con il mio Amore!

Tra il capodanno e la nostra partenza non ho avuto molto tempo, ma ci tenevo a preparare una tortina da portare al mio Raro per festeggiare insieme! Così eccola qui, minimalista ma non ho avuto molto tempo! Forse può sembrare un simbolo particolare, in realtà è un cuore con dei ghirigori che ho fatto per usare la cricut, regalo dell’Amore mio, e intorno ce ne sono sei piccolini, uno per ogni anno insieme 🙂 bagna di limoncello e ripiena con panna e Nutella…

torta 6 anni

il secondo giorno è stato all’insegna del RELAX, non quello con la sola R maiuscola, ma tutte le lettere: grazie alle terme sensoriali di Chianciano! Che esperienza! non c’eravamo mai stati ed è stato memorabile, senz’altro da replicare!

Ci sono 4 percorsi diversi indicati per 4 diverse necessità: rilassante, energizzante, depurativo e equilibrante! Un po’ per la nostra curiosità, un po’ perchè saremmo stati adatti a tutti i percorsi tra ansia, stress, insonnia, alimentazione sballata ecc abbiamo fatto tutte le sezioni, dalle passeggiate sul fiume, alle docce di aromaterapia, la cromoterapia e musicoterapia in vasca, saune di ogni tipo, idromassaggi all’aperto, al chiuso, le cascate, i fanghi (mi sono addirittura addormentata, direi che hanno funzionato!!)! Ci siamo davvero rilassati è stato straordinario, non finirò di dirlo perchè mi e ci è rimasto un ricordo davvero speciale e unico per questo nostro sesto compleanno!

Quel giorno e l’indomani ci hanno ospitato di nuovo Montepulciano e Pienza, l’osteria l’Acquacheta con una fiorentina da brividi, 1,5 kg serviti dall’oste, tagliata li per lì sotto i nostri occhi e vicino alle nostre orecchie! Fortunatissimi a trovare posto senza prenotazione! A Montepulciano infatti si sa che senza prenotazione quell’osteria è inavvicinabile e impensabile!

DSC_3425E invece colti dalla fortuna della prima sera, abbiamo prenotato per il giorno dopo per gustarci la Fiorentina che ci faceva la corte la prima volta, ma che non pronti per mangiare alle 19.30 non abbiamo ordinato!

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Che dire poi del pecorino fuso con le pere fresche, pasta con pecorini e pepe, e l’atmosfera in toto, compresa la coppia conosciuta condividendone il tavolo, simpatica, locale, appassionata della vita, giovanissima e innamorata da oltre 20 anni, insomma non potevamo capitare meglio! Ma concludere con la ricotta fresca con castagne e cioccolato è stato il colpo di grazia e di piacere della serata! Meno male che la macchina era in fondo al paese così abbiamo potuto alleggerire la nostra “brillosità” 😀

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E poi passeggiare tra i “quadri” toscani, quelli con le stradine bianche con i cipressi lungo i bordi, filari infiniti di vigne, ulivi

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Ancora Auguri Amore e grazie per questi giorni NOSTRI!

2 anni con la Pasta Madre…e non è più come prima!


Non ho mai dato un nome alla mia pasta madre, anche se è cambiata nel corso di questi 2 anni, la prima l’ho ricevuta in dono da Anna Maria, la cara Paciughina, durante il miniraduno di gennaio 2011, e la seconda dal corso sui lievitati pasquali con Paoletta e Adriano!! Non l’ho quindi fatta nascere io in nessun caso, ma l’ho allevata come se lo avessi fatto!

ve la presento… Per Magia:

pasta madrepasta madre

Ok presentazioni fatte! Dicevamo che di cambiamenti ce ne sono stati eccome, e non soltanto di paste madri, ma di risultati! Urca quanti pani tozzi, duri, bassi, mal lievitati, mal incordati ecc che abbiamo mangiato e chissà perchè avanzava sempre! Ora non succede più come prima ho imparato a “conoscere” gli impasti più di prima, non avrei mai creduto di poter dire una cosa del genere: conoscere gli impasti!

E che vuol dire? Beh, capire quando sono pronti, come lavorarli e gestirli, odorarli, tastarli, maneggiarli, insomma non è più come prima...

Prima per me esisteva solo FARINA e non FARINE tra le più diverse, con valori diversi, W, forza, glutine, proteine; e poi i concetti di idratazione, alveolatura, velo, incordature, tempi, lievitazione, per arrivare a prodotti come colombe e PANETTONI!!! E la lista è ancora lunga!

Come ho scritto sopra non ho mai dato un nome alla creatura nonostante vada allevata, accudita, amata e sorvegliata… ma in lei vive un fenomeno straordinario, quel che può produrre, i risultati che si possono ottenere dalla nostra sinergia! E’ per questo che più che un nome definisco quella palletta di pasta un fenomeno magico: PER MAGIA!

Sembrerò matta, ma un po’ come si fa con le piante, io LE parlo, non è un’entità astratta ma è concretissima! (ora basta che sembro animista :D). Quest’estate quando sono partita è rimasta con la zia Valeria con cui ha trascorso 15 giorni!
Però è vero, oh!, c’è uno scambio continuo come in tutte le relazioni, se si dà cura si riceve gratificazione, nel mio caso in particolare io sto meglio e lei mi dà altrettante soddisfazioni!

E poi è un po’ lunatica e metereopatica, eh già: se è umido, se fa freddo, se fa troppo caldo non reagisce bene, soffre un po’ come me, mentre per lei la temperatura ideale è quella primaverile, quando iniziano le belle giornate e i primi caldi dati dal tepore del sole.

Bisogna essere molto pazienti e accudirla, darle da mangiare esattamente quanto pesa in farina e da bere invece poco meno della metà del suo peso in acqua, un paio di volte la settimana per un bel rinfresco rigenerante e per farla diventare più forte; un bel massaggio rilassante e energizzante (e energico) e dopo il suo riposino di 3 orette è pronta per fare il suo dovere e incontrare altri ingredienti amici; oppure per tornare nella sua stanzetta, il frigo, le piace mantenersi tonica 😀

Non sono sempre rose e fiori eh! Ogni tanto capita che quella pazienza di cui necessita vengaun po’ meno, proprio perchè ha esigenze particolari: perchè faccia il suo dovere non deve essere stressata dall’orologio e dal tempo che passa, ma si deve stare ai suoi tempi, spesso molto lunghi! Ma nonostante le alzatacce alle 5 di mattina o le ritirate a dormire alle 4 per aspettare che tutto lieviti, ripaga sempre!

Non ha niente a che vedere con il lievito di birra, di più sicura riuscita perchè i lieviti sono già stati selezionati da altri, sono sicuramente pimpanti e in poco tempo si ha il risultato ottenuto; ma volete mettere il PROFUMO che emana PER MAGIA dal forno, o dalla fetta di pane o di brioche tagliata?

E vogliamo parlare della nostra digestione? Beh da quando mangio prodotti a lievitazione naturale il mio stomachino sta molto meglio perchè la pm ha già lavorato per noi, quant’è brava! 🙂 c’è un ma: ne mangio di più proprio perchè si accusa meno!

Perchè Per Magia tutto prende forma, si trasforma, si profuma, si colora…

ma vedete la differenza tra i dolci:

di morbidezza e sofficitàtreccia soffice mollicae il pane…per quanto con ricette molto diverse

semola nonno claudio fetta

e l’ultimo..proprio di stasera…

farro genn 13 (5)

Non ho avuto modo di festeggiare il WBD (World Bread Day) a Ottobre, ma la mia PMina meritava di essere festeggiata 🙂

Grazie ai miei amici cookini per gli insegnamenti, alla mia famiglia e ai miei amici per aver assaggiato anche le ciofeche e al mio Amore che mi sostiene sempre!

Qui ci sono tutte le produzioni salate 🙂
e qui anche le dolci 😉

sono riuscita ad incuriosirvi?

e così non è più come prima…

Torta di Laurea con coccarda brasiliana e farfalle per Noemi


Che soddisfazione poter festeggiare un successo importantissimo come la laurea di una mia cara amica con questa torta! C’è voluto tanto lavoro, tanta pazienza, ma questo si sa! Ma sono stata davvero felicissima di prepararla, mi sono anche divertita molto, la pasta è venuta perfetta!

Anche Noemi come me si è laureata in Lingue moderne, letterature e Scienze della Traduzione, in Portoghese Brasiliano, per questo la coccarda ha i colori del Brasile mentre le farfalle sono una sua grande passione e in rosso ho voluto ricordare il tema laurea, oltre al tòcco, che come mi ha detto mamma ho messo proprio alla fine, come tócco finale.

torta laurea noemi coccarda farfalle (17)

è filato tutto liscio, nonostante il giro per la facoltà e per San Lorenzo con la torta in mano 🙂

Le fasi di preparazione:
pasta matta
frosting al cioccolato e al cocco
crema al burro al cacao
pasta di zucchero
bagna con sciroppo alla vaniglia

era alta quasi 9 cm!!!

https://lallina87.wordpress.com

e le varie decorazioni, anche dopo il consulto con le mie meninas 🙂

torta laurea noemi coccarda e farfalle

e la fetta!

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Ancora augurissimi alla Neo Dottoressa che si è saputa districare tra una commissione di matti e di esaltati!

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e presto anche con la festeggiata 😀torta laurea noemi coccarda farfalle (2)

Pane leggero con farina di farro


Ci credo bene che per Sandra e la sua famiglia è il pane preferito! Ho fatto tante prove devo dire, ma ultimamente ho imparato a capire meglio gli impasti, a sentire le loro esigenze piuttosto che le mie, a guardare loro piuttosto che l’ora e finalmente anche a me sta riuscendo riuscito un pane da una morbidezza e sapori a dir poco straordinari!

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Un vero successo a casa e in bocca 😀  Capisco bene perchè lo introduce dicendo che è il loro preferito perché finisce subito!!!! Persino dalla foto si vede la sofficità della mollica!

Vediamo cosa serve:
250g Farina 00 W280 (io Simec per pizze, Sandra usa la 0)
250g farina bianca di farro
360g acqua
80g pm (quando è profumato come questo periodo vado anche con 100g :D)
11g di sale
olio qb per il piano e le pieghe

Io uso la planetaria e metto nella ciotola del Ken 350g di acqua con tutta la farina faccio amalgamare e lascio in autolisi coperto per 40 minuti. Dopo di che unisco la pm spezzettata, faccio partire la planetaria usando il la foglia e lascio andare a vel.1 per 10 minuti. Poi unisco il sale e faccio andare altri 10 minuti e nel frattempo aggiungo anche i 10 ml di acqua rimasti, pocchissima alla volta, 3-4 gocce per permettere all’impasto di assorbirla per bene.

A questo punto prendo la spianatoia in silicone, oleo il piano, e verso l’impasto che risulterà molto morbido-l’olio serve proprio a non farlo appiccicare ovunque. Faccio due volte le pieghe a 3, quindi stendo l’impasto a rettangolo, ricopro un terzo con la parte destra e poi porto anche il lato sx fino a sovrapporre la prima parte piegata. (come in foto, ma è di un altro impasto).

pieghe

Lo ripongo in un contenitore a chiusura ermetica e procedo ripetendo lo stesso procedimento ogni mezz’oretta per altre due volte (questa volta ho lasciato riposare un’oretta tra una piega e l’altra e le ho fatte 3 volte, dovevo fare mille cose). Dopo ciò si lascia lievitare fino al raddoppio e poi si mette in cestino. (a questo punto si può scegliere di metterlo in frigorifero per la notte-7-8h- farlo stare a temp ambiente 2h circa e procedere come descritto di seguito) Questa volta io ho lasciato in cestino ricoperto con un panno infarinato abbondantemente e tutto infilato in una busta di cellophan e lasciato a temp ambiente per tutta la notte, 8h, ma 7 sarebbe stato meglio.

farro gen 13 (3)

Così la mattina ho praticato tagli profondi (ma aveva appena appena superato la lievitazione) e ho infornato a forno freddo a 250°C per 40 minuti abbassando a 200 per altri 10 minuti.

Conservatelo in una busta del pane di carta.

farro gen 13 (4)ed ecco la fetta farro gen 13 (2)

e altre produzioni 🙂 Mmm… ogni volta che rivedo la foto con i pomodoretti secchi mi viene l’acquolina!

pane bianco al farro

I Pastéis de nata di Belém (pasticceria portoghese): la ricetta più cliccata del 2012!


Ebbene sì! Sono così contenta di questo traguardo! Dalle statistiche del 2012 ho visto che tra le 52000 pagine visitate del mio blog (che emozione, sono tantissime per me!!) ci sono state ben 2583 visite ai mitici Pastéis de Nata di Belém (il singolare è pastél) postati a febbraio 2011, ero indecisa anche con la Setteveli per mamma che ha ricevuto più commenti, ma ho optato per le pastarelline portoghesi!
Devo ammettere che è una ricetta che mi soddisfa tantissimo e chiunque li assaggi sia che sia stato nella Pastelaria/Confeitaria del 1837 per assaggiare quelli dalla “ricetta segreta” sia che li assaggiasse per la prima volta!

pastel de nata

D’altronde è passato parecchio tempo da quel giorno, quasi un anno, e vorrei dare una rinfrescata a quella pagina partecipando ad una raccolta speciale indetta da Serena di Il Mondo di Milla, che mi ha contattato qui. Si tratta di una raccolta delle ricette più cliccate o commentate del 2012 di diversi blog per avere la créme de la créme del 2012, come direbbero i nostri oltralpini…

INGREDIENTI:

3 rotoli di pasta sfoglia o 500g di questa
500gr di panna fresca non zuccherata
150gr di zucchero semolato
250gr di latte fresco intero
4 tuorli
1 albume
1 cucchiaio di farina
zucchero a velo e cannella per decorare/ profumare

stendere la pasta sfoglia e arrotolarla su se stessa e mettere in frigo o in freezer il tempo di preparare la crema, quindi preparare il “pirottino” di sfoglia, simile ad un veul-au-vent, riprendere i rotoli di sfoglia dal riposo e tagliateli a rondelle di circa 3cm (con la sfoglia casalinga invece di 1cm)

e rivestire i pirottini (io ho usato sia quelli in silicone che quelli antiaderenti, per loro un velo di burro e una spolverata di farina)per preparare il “pirottino” di sfoglia come in foto: quindi con l’interno verso l’alto schiacciare pian piano la pasta facendola aderire ai lati

pastéis de nata

PER LA CREMA:

-portare la panna sul fuoco con lo zucchero fino al suo completo scioglimento
– in una ciotolina unire alla farina un poco di latte x farla sciogliere, aggiungere il restante e unire alla panna
-unire anche i tuorli e la chiara battuti insieme (non montati)
– cuocere per una decina di minuti a fuoco bassissimo (o a bagno maria)
-far freddare la crema ottenuta (risulterà piuttosto liquida, perchè c’è pochissima farina (sostituibile anche con fecola di patate ;) )
per accelerare la fase di raffreddamento, potete mettere il pentolino a bagnomaria in acqua molto fredda, magari con ghiaccio, ma coprendo la crema con la pellicola trasparente a contatto.

E quindi riempire i pirottini rivestiti di sfoglia  di crema fino al bordo

pastéis de nata1e infornare a 220°C forno caldo fino a doratura o meglio fino a che la crema non si caramellerà per via dell’alta temperatura che la porterà a bollire e a bruciacchiare le bolle come in foto :)

pastéis de nata2
Sono diventati uno dei miei cavalli di battaglia! Provateli!