E vi ricordo che Ellerrequadro vi sta aspettando con altre proposte ancora allo stand n° 12!
L’ingresso è gratuito e c’è anche il parcheggio, gratis anche lui 😉
lo dicono anche loro 😀
L’altra sera ero a casa da sola, dopo una giornata di studio intenso e sfrenatissimo e la testa “in palla” prepararmi la cena proprio non mi andava, ma tanto meno volevo mangiarmi quel triste pezzo di pollo-tra l’altro il petto- stoppaccioso come era diventato del giorno prima. Così spesso si presentava un pollo arrosto tirato fuori dal frigo: gelato e apparentemente insipido! Tra l’altro del pollo intero non ho mai apprezzato il petto, quella era la parte “dei nonni e di papà”; io, mamma e mia sorella ci litigavano le cosce e sovracosce, sempre più umide e saporite del resto 🙂
Così di scaldarmi quel pezzo di pollo neanche mi andava e aprendo il frigo ho visto i pomodorini secchi (ops devo ancora postare la ricetta da agosto!!!) e delle melanzane grigliate! Allora ho iniziato a sminuzzare il pollo, le melanzane e i pomodoretti , filino-ino-ino di olio, pochissimo sale(i miei pomodoretti sono belli saporiti) e qualche fogliolina di basilico!
Niente male come insalata di pollo, no? Ma senza maionese e creme varie!
però non avevo proprio voglia di mangiare una “poltiglia sminuzzata”, avevo bisogno di qualche gratificazione dopo la giornata trascorsa sui libri!
Anche l’occhio vuole la sua parte, anche quando si mangia da soli!!!
Così ho formato le palline e uno stecco per poterle prenderle semplicemente con le mani o meglio…con le dita!
Mi sembra un modo più carino per ricettare e quindi presentare del petto di pollo avanzato, no? Ovviamente si può fare con il pollo lesso o grigliato! Da sfruttare come aperitivo o anche come antipasto oltre che come tramezzo! Scontato che lo vedo perfetto per un buffet finger food, of course 😉
Spero vi piaccia quest’idea, alla prossima e….da domani mi libero di un gran peso e posso tornare nella mia stanza preferita e godermi la mia passione! Tra l’altro vi devo far vedere i premi vinti con i due contest a cui sono arrivata seconda 🙂 Ma questo è un altro post….
Ecco finalmente posso postare questa meraviglia! Secondo me si chiama Sette veli perchè è la Settima meraviglia della Pasticceria!! Vabè, l’ho sparata 🙂
Per il compleanno di mamma ho preparato questa Signora Torta che da tempo avevo nella mia “to do list”, ma l’ho sempre vista come un’impresa per la lunghezza del procedimento e la reperibilità di alcuni ingredienti, cosa che un po’ mi scoraggiava! Ma quando una sera mamma è tornata a casa dicendomi che l’aveva assaggiata, che era stata buonissima, che da tanto non mangiava una torta goduriosa in quel modo, mi sono decisa: gliel’avrei preparata per il compleanno!!!
La mamma è sempre la mamma e la mia se la merita tutta una torta così! 🙂
Spero sia una foto abbastanza eloquente ed esplicativa per far capire che NE VALE LA PENA!!! Un’esplosione di cioccolato, ma non “pastosa” o troppo dolce, è un gioco di consistenze: dalla delicatezza e vellutatezza delle creme con tre sfumature: chantilly, chantilly alla nocciola e chantilly al cioccolato; alla morbidezza del pan di spagna, molto sottile ma indispensabile e per affondare infine la forchettina nella croccantezza data dallo strato di fiocchi di mais e pralinato….
Purtroppo non è venuta “come dicevo io”, vale a dire come quella di Doretta, da cui ho preso la ricetta: con gli strati ben distinti e visibili al taglio, ma ogni volta che si vede penso sia un delitto avere SOLAMENTE LA FOTO!!!! E vale per me per prima, che l’altro ieri ho riassaggiato questa meraviglia in formato bicchierini che avevo messo in freezer :)))) shhhh….
Ora passiamo al procedimento, che è un po’ lungo, ma non difficile. Si consiglia in molti post- giustamente- di dividere il lavoro in più giorni, per me è stato ancora più lungo perchè sono partita “dagli Achei” con lo sgusciare le nocciole per il pralinato; ma se si ha pralinato pronto, si può fare in anticipo e conservarlo in frigo; pan di spagna al cioccolato idem;
Questa di Doretta come già detto quella “ Setteveli…più semplice di così”, è composta da questi 7 strati senza bavarese, partendo da sopra:
glassa a specchio
crema cioccolato
pan di spagna
crema nocciola
pan di spagna
crema chantilly
strato croccante
Ci sono diverse varianti, come quella di Alen76, Danita o l’impresa titanica di @nn@ raccontata stupendamente. Per semplificare le cose riporto la tabella di marcia consigliata per ogni giorno, ovvio si può anche fare tutto nello stesso giorno, ma si consiglia di far fare una passaggio in freezer fino ad almeno 12h prima del servizio.
Dosi per una 24 x 24, che corrisponde a 2 stampi da 24cm di diametro, o da 1 stampo da 24cm e ca 10 bicchierini
Per la base croccante:
Ho sciolto il cioccolato a bagnomaria, ho aggiunto il pralinato, appena freddo ho unito i fiocchi di mais e steso tutto su carta da forno nella misura dello stampo che avrei utilizzato e quindi del pan di spagna e far indurire in frigo.
per la crema base (di tutte e tre):

unire le due creme incorporando la panna delicatamente in 2 volte.
Per la crema alla nocciola:
Ho mischiato la crema base alla pasta alle nocciole e infine la panna semi montata molto delicatamente.
Per la crema al cioccolato:
Ho sciolto il cioccolato a bagno maria, ne ho aggiunto poco alla crema base per poi unirlo tutto, e anche la panna semi montata.
Rivestendo prima sul fondo e ai bordi con la carta forno (meglio sarebbe stato l’acetato)ho assemblato la torta bagnando anche ogni strato di pds con uno sciroppo allo strega. E ho messo in freezer.
Ricoprire con la glassa a specchio portandola a 40°C e VERSARE la stessa sulla torta che va poggiata su una griglia posta a sua volta su un vassoio più grande in modo che raccolga la glassa che cola!!! NON USARE SPATOLE di nessun tipo.

Aggiungerò a breve anche le decorazioni! So stanca!
Eccomi con la mia mamy e mia sorella, tutte stanchine!
Qualche settimana fa è stato il compleanno di un’educatrice della Scuola dove sto facendo il tirocinio così ho pensato di prepararle una tortina…la storia è un po’ lunga! In effetti alla fine lei non ha mangiato il dolce perchè non c’era quando l’ho portato a scuola e tra l’altro non l’ho più rivista quindi se lo sono cuccato gli altri con gli studenti, che insieme ai muffin hanno gradito parecchio!
Quanti di voi conoscono la Torta ai bianchi d’uovo dell’Agnese? Non ho mai saputo chi fosse questa Agnese, io l’ho conosciuta tramite Cook, ed è un ottimo modo per consumare i tanti albumi che avanzano dalle altre preparazioni e che NON BUTTO, soprattutto panettoni (qui e qui), veneziane (qui) colombe (qui), oltre a creme e quant’altro!
Così ho voluto provare questo dolce ma applicando qualche variante perchè l’originale prevede l’uso di farina di mandorle, infatti io ho usato tutta farina 00 e al e la cremina all’arancia che posterò a breve, quella che sto usando per aromatizzare i panettoni, insieme all’aroma 😉
Questa ricetta si fonda sulla quantità di albumi a disposizione, e riporto la tabellina per potervi regolare di conseguenza.
Quindi gli ingredienti io ho usato la tortiera a rosa in silicone o una teglia da 24cm (ma direi che la dose da 6 albumi è meglio)
5 albumi
195g di farina 00
175g di zucchero
95g burro fuso freddo
pizzico di sale
aroma alcolico all’arancia
Intanto accendete il forno a 160°C, fondete il burro e lasciatelo freddare. Montate con la frusta a filo gli albumi con l’aroma, non appena schiumeranno (si formano bollicine e schiuma in superficie) aggiungete lo zucchero poco per volta, per permettere di sciogliersi lentamente e far montare meglio la meringa, fino a che non farà il pennacchio sulla punta senza abbassarsi (em bec d’oiseaux).
A questo punto unite gli albumi alla farina setacciata mescolando con attenzione dal basso verso l’altro, il sale e infine il burro fuso e freddo. Quindi versate la crema ottenuta nello stampo (se NON usate il silicone imburrate e infarinate come sempre) e infornate a 160°C per circa 40 minuti, fino a doratura. Fate freddare il dolce nello stampo prima di estrarlo, altrimenti lo “strappate” rovinandone la forma.
Ho aggiunto anche uno sciroppo all’arancia: ho bucato il dolce con uno stuzzicadenti e ho versato lo sciroppo caldo fatto con il succo di tre arance e 150gr di zucchero, fatto bollire per circa 15 minuti, profumatissimo!
Ancora auguri Francesca!
La consistenza è a metà tra l’angel food cake e lo chiffon cake, sembra incosistente lì per lì per consistenza e sapore, ma poi sprigiona tutta l’arancia!
“Un dolce al mese- Dicembre 2012 – Gli agrumi”

Ebbene sì! Anche quest’anno, per il 3° anno consecutivo saremo presenti alla nuova Fiera di Roma per la Fiera dell’artigianato! Arti & Mestieri è sempre un’occasione unica da non perdere per toccare con mano tutte le creazioni fatte a mano!
giovedi dalle 14 alle 22
ve/sa/dom dalle 10 alle 22
Così è tornato il momento di suonare di nuovo il campanello di quella casetta di Pan di zenzero per entrare nella nuova ambientazione della fiera, con le nuovissime proposte creative di quest’anno! Mi raccomando, stampate il coupon qui sotto per avere lo sconto nel nostro stand!

insieme a noi ci saranno le nostre creazioni e quelle di tantissimi altri artigiani da tutta Italia!
sul nostro sito le altre info