La crema pasticciera #1 (in 5 minuti, senza glutine)


Oramai è questa la crema pasticciera che uso quando viene richiesta, che poi sia al limone, alla vaniglia, all’arancia ecc, la base resta questa (finora).

Questo metodo io lo chiamo metodo Montersino è l’ho conosciuto con lui in tv nel suo programma, ma fondamentalmente è il modo professionale per cucinare la crema pasticciera: il latte si usa scaldato con la metà dello zucchero, che serve per non far bruciare il latte stesso dando vista alla pellicina in suepercifie, quella che spesso chiamiamo “panna”, beh lì ci sono tutte le vitamine e proteine del latte! Al latte caldo si unisce la cremina di uova, zucchero unita alla farina affinchè quest’ultima preservi le uova dal calore del fuoco: ci vuole davvero poco per far addensare tutto e in più senza mescolare le ore, ma con poche frustate energiche, vediamo. Ah questa è anche senza glutine perchè contiene solo amido di mais e/o riso. Il fatto di mescolare e lasciar cuocere più tempo dipende dall’uso della farina, che contiene proteine che vanno cotte proprio per non sentire il retrogusto della farina stessa.

sette veli (29)

Qui già unita alla panna montata

Forse ci si può stupire della quantità di zucchero e farina, sono notevoli per entrambi in effetti, ma proprio questa consistenza e densità permette di unire tranquillamente alla panna per una crema chantilly o diplomatica o per farcire le torte senza che esca fuori o meglio, trasbordi!!! Insomma, un ottimo pass-partout per i dolci! Se poi serve per una coppa o per metterla in un guscio di frolla per esempio, si può diminuire tranquillamente calare la farina!

Ecco le dosi:

500ml latte fresco intero
mezza bacca di vaniglia o 1 cucchiaino di estratto di vaniglia
1/2 cucchiino di aroma limone e aroma arancia

4 tuorli 
150g zucchero semolato
40g amido di mais (o metà mais e metà riso)
pizzicotto di sale

Mentre il latte arriva a bollore insieme gli aromi, e metà zucchero, mescolare i tuorli con il resto dello zucchero aggiungere poi la farina e il sale.

Quando il latte avrà raggiunto il bollore versarne delicatamente una parte alla cremina e poi portare tutto di nuovo nel latte sul fuoco mantenendo la fiamma bassa. Mescolare prima con una spatolina e poi con la frusta prima piano e più energicamente da quando vedete le prime bollicine. Lasciate addensare  la crema per qualche istante e spostare dal fuoco per versare immediatamente in una pirofila di vetro/acciaio; ricoprire con pellicola a contatto con la crema e freddare a bagno maria con acqua, ghiaccio e sale (si fredderà prima).

crema pasticcera Cam

Da fredda montare di nuovo con le frusta per pochi istanti e tornerò vellutata! Unite a questo punto:

creme sette veli


200g-300g di panna per farla chantilly a seconda dei gusti

100g di cioccolato fondente per farla al cioccolato

2 cucchiai di nutella per farla alla nutella

pasta di nocciola, pasta di pistacchio…

Per fare qualche esempio l’ho usata per:
La Setteveli
Quadro di frutta in un guscio di frolla
Tortina alla frutta (frolla e pds)
Torta Sipario e mezzepunte
SuperNando Avengers cake

Scorze di agrumi candite: le arance candite


Dopo i cedri canditi, vi propongo anche le arance candite, utilissime per panettoni, colombe ma anche pastiere e crema di ricotta per i cannoli Siciliani!

Queste arance provengono proprio dalla Sicilia, regalate a mia sorella da una sua amica! Lei si è mangiata le arance e a me ha dato la scorza 😀 Ma tanto è difficile che con me si butti qualcosa, quindi via all’opera! Il procedimento è lo stesso di quello dei cedri, infatti riporterò pari pari i passaggi!

frutta candita canditi (8)

arance
acqua
zucchero
3 cucchiaini di glucosio o miele (facoltativi, mantengono però la frutta morbida)

Lavare accuratamente con una spazzoletta i cedri, ricavarne la buccia lasciando attaccato anche mezzo centimetro di parte bianca, mettere le scorzette tagliate a striscioline in una pentola con acqua a coprirle e far bollire per 5 minuti e ripetere l’operazione 2-3 volte.

Scolare bene per l’ultima volta, pesare e mettere la stessa quantità di zucchero e acqua. Io stavolta ho messo un po’ più di acqua e di zucchero e sotto* vi spiegherò perchè.

Ho fatto bollire per un’oretta, poi ho lasciato riposare e ho fatto bollire ancora:nella fase di riposo lo zucchero (lo sciroppo di zucchero…) penetra nella scorza e cristallizza. Poi lo riscaldi nuovamente, lui si scioglie e penetra ancora di più nella scorza e, raffreddando, ricristallizza… (qui)

frutta candita canditi arance

Conservazione:

1) si possono mettere in una scatola di latta, si mantengono per meno tempo (circa 1 mese, poi tendono ad ammuffire)
2) si possono frullare, pressare in un barattolo e ricoprire di zucchero e conservare in frigorifero, si mantengono per più tempo
3) quando si arriva alla fase di bollitura con acqua e zucchero, si può aumentare la quantità di questi due ingredienti (io 120%) e lasciare in un po’ di liquido in un barattolo, come fosse una marmellata lenta, in questo modo si conservano più a lungo

Il mio limoncello 1:1


Limoni…limoni…limoni freschi….biologici…non trattati…un profumo inebriante non appena si sfiorano, gli si levano le zeste o si spreme…lo state immaginando?

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Vedendoli magari vi sarà più semplice farlo! Certo, quelli di Sorrento e dintorni sono più grandi, più profumati e anche più dolci se non erro, ma anche quelli di Terracina erano buonissimi! E presto posterò altre ricette con cui ho smaltito tutto il succo di quei 18 limoni!!! 😀 Hihi ma questa è un’altra storia 🙂

Questa ricetta viene da un collega di mio padre, un giorno tanto tempo fa, quando in casa non si sarebbe mai immaginato di poter fare il liquore :)))) papà assaggiò il limoncello preparato con queste dosi e chiese al suo collega di farsi dare le indicazioni per riproporlo! Diciamo che oltre ai limoni servivo io a farlo…. 😀

limoncello (2)

L’ho chiamato “Limoncello 1:1” perchè c’è la stessa quantità di alcool, zucchero e acqua dello sciroppo! Ma vediamo nel dettaglio di che si tratta!

12 limoni medi  non trattati (o 6 se quelli di Sorrento) – 120g ca di zeste
1 litro di alcool puro al 95° (Buongusto o simili)

e dopo almeno 15 giorni
1kg zucchero (al più riducibile fino a 800g se si vuole meno dolce)
1 litro di acqua

Lavare accuratamente i limoni anche con una spazzolina, asciugarli e  con l’aiuto di un pelapatate ricavare le zeste, quindi solo la parte gialla senza la bianca e metterle in un recipiente di vetro insieme all’alcool. Rivestire poi con la carta d’alluminio, è bene che non prenda luce per mantenersi limpido e brillante.

limocello

Far passare da 20 giorni fino ad 1 mese e mezzo ^^ e acquista, in questo modo acquista molto sapore, colore e densità! Quindi preparare lo sciroppo facendo bollire l’acqua e lo zucchero finchè questo non si sarà sciolto e FAR FREDDARE. Anche questo è un passaggio importante per mantenere il liquore lucido e non opaco, dal colore brillante, ma naturale ovviamente!

limoncello aprile 2 aiuole

Quindi levare le zeste filtrando l ‘alcool, che sarà bello giallo, e unire lo sciroppo; rivestire di nuovo con l’alluminio e fate passare almeno una settimana prima di assaggiarlo, l’ideale è berlo freddo 😉

limoncello (2)

Le zeste tolte dall’alcool: non le ho buttate, al contrario le ho lasciate all’aria per farle asciugare, semmai anche una passatina al forno per seccarle al 100% e poi le ho tritate: le uso per aromatizzare la crema per esempio 😉

I limoni nudi li ho conservati in frigorifero dentro un contenitore a chiusura ermetica, la parte bianca si secca un po’, ma dentro rimangono succosissimi!

E’ passata almeno una settimana, ne volete un bicchierino?

limoncello (3)

Con il mio limoncello 1:1 partecipo al contest di Fiordirosmarino,
per la categoria Giallo 🙂

Partecipa al mio nuovo contest scade il 14 Aprile 2013

Meringhe di varie forme :)


E pensare che fino a poco tempo fa consideravo le meringhe una delle ricette più difficili della pasticceria, ed effettivamente non sono facili se non si seguono accortezze! Io devo ringraziare Dario Bressanini e le sue ricette scientifiche che vi consiglio di leggere!

A me piacciono meringhe belle asciutte anche perchè quelle che non mangio/regalo le trito a polvere per fare la ghiaccia!

meringhe (1)

Non vi dirò il n° degli albumi ma direttamente il loro peso perchè è importante per poter andare ad aggiungere il DOPPIO di peso in zucchero!

prima di tutto accertarsi che:

  1. gli albumi siano a  t.a, anche qeulli che avete tirato fuori da freezer
  2. la ciotola sia perfettamente sgrassata, magari lavatela con limone
  3. gli albumi siano privi di parti di tuorlo
  4. abbiate il forno ventilato, acceso a 65°C

quindi per riempire 2 teglie

100g di albumi a t.a. (sono CIRCA 3 – vanno bene anche quelli che tenete in freezer ;))
200g zucchero semolato fine o zav (lo lo zav vengono più lisce)
0.5g cremor tartaro (una punta di cucchiaino) o 1/2 cucchiaino di succo di limone

 

Io uso la planetaria e inizio a montare gli albumi con il cremor tartaro e il limone (per stabilizzare la montata, per mantenere il colore bianco brillante) finchè schiumano (si formano bollicine in superficie e già è almeno triplicato di volume) considerate che raggiungono anche 8 volte il volume iniziale!!!), piano piano aggungo lo zucchero setacciato, poco alla volta per permettere che si sciolga completamente ricordandosi che prima aggiungete lo zucchero e minore sarà il volume finale, e maggiore la densità delle meringhe. Continuate fino a terminare lo zucchero e fino a che la crema di meringa non sarà perfettamente stabile facendo la prova picco.

qui ancora non è pronta:meringhe (10)

qui sì, deve rimanere nella stessa posizione senza cadere giù

meringa picco

quindi con una sac à poche formare le meringhette delle forme che preferite e con il beccuccio che volete su una teglia ricoperta di carta forno (incollata con poca meringa):

meringhe (5)

 

quindo cuocere per 3-4h con il forno ventilato impostato a 65°C (con il ventilato la temp effettiva è di 10-20° in più, l’albumina per cuocere ha bisogno di 80°C io ho misurato la cottura, 89°C- di troppo maggiore potterebbe un colore troppo ambrato bruno alle meringhe)

ecco l’ultima sfornata, con tutti gli albumi lasciati dai panettoni!!!

alcune colorate con colorante, per quelle sfumate ho spennellato 4 angoli della sacca con uno stecchino 😉

meringhe (9)

 

 

con beccuccio 2Dmeringhe (11) meringhe (3)

Insalata di pollo finger food! (anche per riciclo pollo)


L’altra sera ero a casa da sola, dopo una giornata di studio intenso e sfrenatissimo e la testa “in palla” prepararmi la cena proprio non mi andava, ma tanto meno volevo mangiarmi quel triste pezzo di pollo-tra l’altro il petto- stoppaccioso come era diventato del giorno prima. Così spesso si presentava un pollo arrosto tirato fuori dal frigo: gelato e apparentemente insipido! Tra l’altro del pollo intero non ho mai apprezzato il petto, quella era la parte “dei nonni e di papà”; io, mamma e mia sorella ci litigavano le cosce e sovracosce, sempre più umide e saporite del resto 🙂

insalata di pollo finger food (2) Così di scaldarmi quel pezzo di pollo neanche mi andava e aprendo il frigo ho visto i pomodorini secchi (ops devo ancora postare la ricetta da agosto!!!) e delle melanzane grigliate! Allora ho iniziato a sminuzzare il pollo, le melanzane e i pomodoretti , filino-ino-ino di olio, pochissimo sale(i miei pomodoretti sono belli saporiti) e qualche fogliolina di basilico!

Niente male come insalata di pollo, no? Ma senza maionese e creme varie!

insalata di pollo finger food (1)

però non avevo proprio voglia di mangiare una “poltiglia sminuzzata”, avevo bisogno di qualche gratificazione dopo la giornata trascorsa sui libri!insalata di pollo finger food (3)Anche l’occhio vuole la sua parte, anche quando si mangia da soli!!!
Così ho formato le palline e uno stecco per poterle prenderle semplicemente con le mani o meglio…con le dita!insalata di pollo finger food (5)Mi sembra un modo più carino per ricettare e quindi presentare del petto di pollo avanzato, no? Ovviamente si può fare con il pollo lesso o grigliato! Da sfruttare come aperitivo o anche come antipasto oltre che come tramezzo! Scontato che lo vedo perfetto per un buffet finger food, of course 😉

insalata di pollo finger food (6)

Spero vi piaccia quest’idea, alla prossima e….da domani mi libero di un gran peso e posso tornare nella mia stanza preferita e godermi la mia passione! Tra l’altro vi devo far vedere i premi vinti con i due contest a cui sono arrivata seconda 🙂 Ma questo è un altro post….

Sformatini di zucca


Rapidissimi e semplicissimi questi sformatini, sono anche molto versatili non solo nel gusto potendo farli con diverse verdure, ma si può anche giocare con le varie forme, sono come la pannacotta, dove la metti sta, più o meno 🙂 grazie Anna!

x 7 stampini piccoli da muffin oppure 4-5 di quelli usa e getta di alluminio 😉

200-250 gr di zucca
150 gr philadelphia (meglio la ricotta, l’avevo finita con questi)
1 uovo
50 gr di parmigiano grattugiato
sale, pepe
un filino d’olio evo
2 puntine d’aglio (ma la prossima volta proverò con dello scalogno o del porro)

stampini in silicone

Cuocere la zucca a forno caldo statico a 180° per 30 minuti e frullarla insieme a tutti gli ingredienti tranne il parmigiano,che aggiungerete a mano, riempire gli stampini e cuocerr a 180° per 30 minuti. Aspettato 5 minuti prima di sformarli 😉

Finito!!! Lo dicevo che era veloce!

Decorati con prezzemolo e fiori di basilico

N.B. se usate quelli di alluminio imburrate e spolverate con pan grattato
N.Bb 🙂 Si possono congelare da cotti e poi scaldare a bagno maria 😉

Con semi di papavero e fili di peperoncino

Mi sembra un’idea carina anche per un buffet fingerfood, oltre che per contorno 😉 che ne pensate?

Partecipo al contest di Limone e Stracciatella

Il mio primo contest,,, in collaborazione con Perle ai Porchy

e al Contest di Anto-nella -cucina,
a cui preparerei questo antipastino per il pranzo del suo compleanno 🙂

e di I sapori del cuore