Le mie prime Fette Biscottate Bicolore con pasta madre!!!


Non ci posso credere, persino le fette!!! Scusate, ma prima di adottare la mia Piemme e lilì (pace all’anima sua—ancora in frigo ad attendere una resurrezione) mi sembrava IMPOSSIBILE poter fare simili cibarie!  E ancora prima, prima di conoscere ed entrare a fare parte del mondo di Cook! Beh, l’entusiasmo è talmente grande che proprio non riesco a trattenerlo!!!

E riguardo a queste fette, nate dal cucinare insieme di Linda, anzi prima dalla ricetta di Nonno Claudio, con le sue Fette Bicolore del nonno,  ho avuto una doppia sorpresa: l’impasto era buonissimo anche, anzi oserei dire, di più, prima di biscottarlo!!! Infatti sembrava pane bianco, pan bauletto, morbido e saporito!!! E ci ho fatto anche i panini da portarmi all’uni, troppo forteeeeeeeee!!! E poi addirittura bicolore!!! L’altra cosa riguarda proprio l’averle realizzate con le mie manine e lo sgurdo dei miei che diceva “e mo’ pure le fette biscottate?” 😀

Ricopio la ricetta direttamente da Linda scrivendo accanto le mie variazioni:

150 g pm (dopo 3 rinfreschi rafforzanti fatti con d-mix)*
445 g farina forte (d-mix: 355 manitoba 0 bio + 90 tipo 00 bio) manitoba 0 farchioni e farina 00 debole
25 g manitoba assoluta per impasto scuro
115 g acqua oligominerale (acqua di Roma fatta decantare)
130 g latte fresco intero
75 g zucchero fine (io zefiro)
8 g miele (1 cucchiaino colmo) ho messo il malto
5 g sale fino
30 g olio e.v.o.
8 g orzo solubile (4 cucchiaini colmi) 2 cucchiaini di caffè solubile
8 g miele o malto (1 cucchiaino colmo per l’impasto scuro: facoltativo) non l’ho messo

*d-mix= 30% manitoba + 70% oo debole

  • ho usato anche io come una volta Linda, uno stampo grande da plumcake, in silicone nel mio caso
  • ho impastato con il Ken
  • ho usato il caffè solubile, 2 cucchiaini, invece che 4 di orzo solubile
  1. il giorno prima di impastare, la sera, ho iniziato a fare i rinfreschi rinforzanti della pm con il d-mix, fino ad arrivare ai 150g che mi servivano per la ricetta.
  2. Nel Ken ho fatto sciogliere la pm in 100g latte stiepidito, e circa metà dell’acqua, ho spolverato metà delle farine, fatto impastare e poi ho aggiunto il resto dell’acqua e delle farine.
  3.  Ho aggiunto mentre l’impasto era ancora molliccio, un’emulsione di 15g di latte e l’olio, zucchero e malto,
  4. circa a metà lavorazioine, ad impasto ancroa molliccio, ho messo il sale, e ho lasciato che lavorasse Ken.
  5. finito di impastare ho fatto riposare l’impasto per un’ora, direttamente nella bowl del ken, coperta con un panno
  6. Dopo il riposo ho preso 1/3 dell’impasto (circa 30o grammi), ho aggiunto i 2 cucchiaini di caffè solubile sciolti nei 15 grammi di latte tiepido restanti.
  7. e ho finito, lavorando separatamente i due impasti, aggiungendo a quello scuro 25 grammi di farina manitoba, per riportarlo alla giusta consistenza.
  8. ho fatto lievitare i due impasti in due bowl pulite diverse, coperti con la pellicola, fino al mattino dopo (8h circa) e avrei fatto bene a lasciarle meno tempo- visto che è stato ancora molto caldo in questi giorni, li ho lasciati sul tavolo della cucina, senza correnti d’aria, ma non in forno. (impasto sx chiaro, a sx lo scuro)
  9. la mattina ho steso prima l’impasto chiaro con il mattarello sulla spianatoia con una spolverata di farina, in un rettangolo circa 30×40 o giù di lì, e l’impasto scuro idem, ma leggermente più piccolo perchè stesse all’interno della sfoglia chiara. ho spennellato il chiaro con un po’ di albume per fare da collante all’impasto scuro da posizionare sopra.
  10. ho arrotolato le 2 sfogliee le ho messe a lievitare nello stampo di silicone rivestito di pellicola, anzi all’interno di un sacchetto per alimenti.
  11. putroppo volevo mettere lo stampo in frigo sapendo che sarei tornata a casa tardi, ma mi sono scordata tanto di falro io che di farlo fare, quindi arrivata ho visto un BLOB nello stampo, che ho necessariamente sgonfiato, spennellato di albume
  12. e infornato a forno caldo a 180°C, abbassato appena ho inserito lo stampo a 160°C statico e fatto cuocere per circa 45min, nel livello più basso del forno, direttmente sulla griglia.

  13. Dopo 24h le ho tagliate a fettine (e lì ho preparato i panini dopo l’assaggio :D) e le ho infornate per 40min a 120°C ventilatosu 2 teglie del forno; lasciate asciugare ancora 10 minuti a forno spento, chiuso solo con ventola, per farle asciugare bene.

 
Beh, risultato sorprendente piùche altro per esserci riuscita, nahce s edevo capire se è stato per la cottura, o l’eccessiva lievitazione, il fatto che siano croccanti, ma non friabili; Le ho trovate inoltre poco dolci, e frose aggiungerò un pelino di zicchero in più, anche se cmq io non ho esso il miele che avrebbe potuto addolcire! Grazie Linda!

ps. le sto conservando in una scatola di latta!

Vi ricordate il pane della crisi panificatoria?


Quella sera del 28 giugno 2011, se vi ricordate, ero entrata un po’ in cirsi: non mi andava più di panificare, per il momento!!!, sarà stato il caldo, il poco tempo, e il calcolo sbagliato dei tempi, insomma una serie di fattori che mi stavano facendo passare la voglia di preparare pane & Co…

Beh quella volta al contrario venne fuori proprio un bel, e buono soprattutto, pane! e così ho deciso ri riprovare a farlo…..ma visto che a volte la mia testa sta altrove rispetto ai miei movimenti, e qui penso che Raro mi appoggerebbe! 😦 ,  ho aggiunto più acqua del necessario, e quindi ho dovuto integrare anche la farina ecc….il tutto perchè volevo fare un filoncino piccolo, max sui 700-800g eh! grrrr…

ma veniamo alla ricetta, mentre qui c’è quello del 28.6.11

350g 00 debole
350 manitoba 0 Farchioni W400
200g semola gd del mulino
490g acqua  di Roma decantata appena appena tiepida
1 cucchiaino di malto d’orzo
40g pm
15g sale

autolisi con tutte le farine e acqua x 30 minuti, passato il tempo ho impastato aggiungendo la pm e dopo poco il sale e ho fatto lavorare il ken da vel -1 a 1 x circa 30 minuti, l’impasto era parecchio morbido, ma non voelvo aggiugnere altra farina, quindi ho fatto pieghe verso il centro direttamente nel ken, riposo di 10 minuti e poi sulla spianatoia appena spolverata di farina ho rifatto le pieghe a libro, messo in una ciotola ermetica, fatto aspettare circa mezz’ora, messo nella parte più bassa del frigo dove è rimasto dalla mezzanotte alle 15 del giorno dopo con pieghe ogni tanto, fuori fino alle 16 a stemperare a t.a. quando poi ho fatto un’altra piega, lasciato 10 minuti e poi ho formato i due filoncini e li ho “incartati” nel panno.
Quando ho visto che la pallina di impasto che avevo messo nel bicchiere d’acqua è tornata a galla, ho acceso il forno al max, ho spostato con attenzione i pani, e cotto a 250° primi 5 minuti e 230° successivi 15min, poi altri 30 min 200° e ultimi 10minuti ventilato a 190°

sono rimasta contenta xk oltre al sapore, è diminuito parecchio di peso! e poi la mollica si è cotta bene, il risultato è stato simil cibatta appena cotto, mentre i giorni dopo si è compattato di più, ma è durato parecchio! dimenticavo, la crosta croccante all’inizio e più morbida dopo, e dopo ancora più che croccante un po’ più dura!

Sui filoni avevo disegnato con il taglierino il peso iniziale, prima di cuocerlo per vedere la differenza dopo la cottura!

e uno da 842 g è arrivato a 720g perdendo il 14% di peso
mentre l’altro da 730g è arrivato a 620g perdendo il 14% di peso

😀

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La focaccia pugliese….di Spanishcook!


E’ tanto che sto cercando la ricetta e soprattutto di imparare a fare una focaccia di quelle che si sciolgono in bocca….di quelle che nel morderle quasi rimane un velo sui denti per la sua morbidezza…. che meraviglia ragazzi!!! Ebbene, quella di Raffaele è quasi di quelle!!! Ero così felice ieri quando la vedevo gonfiarsi…e i pomodorini affondare nella pasta….e poi quando l’ho sfornata…e soprattutto quando l’ho assaggiata…mentre la cucina e tutta casa era avvolta da un profumo inebriante,,,da far girare la testa!!!!! 

Poolish con 50g latte, 50g farina. 30g pm

320g farina, (metà per pizze + metà semola gd)
230g latte (di cui ca 60g di acqua xk avevo finito il latte 😦 )
50g pm
30g fiocchi di patate,
6g sale,
250g pomodorini tagliati a metà
origano
olio evo qb
Alle 19 ho preparato un poolish denso con 50g latte ,30g pm, 50 g di farina per pizze, fino  al raddoppio(ci ha messo 3h)

alle 22:30 ca, ho incorporato il poolish a metà latte e acqua freddi nel ken e ho mescolato bene, ho aggiunto la farina, la pm e il resto del latte, i fiocchi,il sale e un filo d’olio. E ho lasciato incordare, ci ha messo pochissimo! Poi ho impasatto un po’ a mano.

L’impasto deve essere facilmente rigirabile con il cucchiaio eventualmente aggiungere poco latte tiepido. Girare molto, 200 volte, non scherzo, una volta contai.

Ho coperto con la pellicola, e lasciato lievitare tutta la notte.

La mattina alle 8,30 ho oliato abbondantemente la teglia (la mia da 28cm), ci ho messo l’impasto, steso con molta facilità, allargandolo piano piano con le mani per non stressarlo J

(in realtà Raffaele aveva versato l’impasto, xk che era di consistenza semi liquida)

ho aggiunto i pomodorini , l’origano, salato e oliato. Lasciato lievitare coperto con pellicola.

Alle 12h, ho infornato nel piano più basso per 25 minuti, all’inizio a 250°C ventilato e poi statico per gli ultimi 10 minuti ….è morbidissima!! E che sapore!!!

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Ringrazio ancora Raffaele/Spanishcook per questa fantastica ricetta e perché mi sta aiutando a trovare quella “che dico io”, quella dal sapore che ho assaggiato ad una fiera, si scioglieva in bocca!

Il temperaggio del cioccolato


Il temperaggio del cioccolato è una tecnica un po’ complessa, ma è molto utile e serve per rendere il cioccolato sempre lucido, se ci fate caso spesso capita che si opacizzi e si formi uno stratino biancastro; beh, succede xk il burro di cacao di cui  è composto è formato da vari grassi che si cristallizzano a temperature diverse creando quell’aspetto antiestetico. Il temperaggio fa sì che tutte le particelle di cacao e zucchero si rimescolino con quelle del burro di cacao. Il vantaggio oltre all’essere lucido è che si spezza in modo netto e acquista consistenza velocemente mentre si raffredda.

  • Fusione: Tritare il cioccolato fondente e porlo in un recipiente eprfettamente asciutto, sistemarlo in un bagnomaria a 65°C, fatelo riscaldare doclemente e portarlo a 50°C, senza far entrare umidità/acqua nel recipiente. (Variante:Fondere solo 2/3 di tutto il cioccolato)
  • Raffreddamento: versate 2/3 del cioccolato fuso su un tavolo di marmo o acciaio e lavoratelo con le spatole portando la massa esterna verso il centro, per uniformare il raffreddamento fino a raggiungere 28°C.,cioè la temperatura di cristallizzazione. La lavorazione regolare e conitnua aiuta anhce a ridurre i grassi in cristalli più fini. (Variante: togliere dal bagnomaria e continuando sempre a girare versare l’ 1/3 del cioccolato ancora da fondere nel recipiente e portarlo cmq a 28°C)
  • Riscaldamento e utilizzo: unite il cioccolato lavorato a quello rimasto nel recipiente e mescolate. Il prodotto deve raggiungere circa 31-32°C, ed è pronto per glassare torte, rivestire stampi, praline o fare decorazioni. Per evitare di rifare tutto da capo è ben non far scendere mai il ciocco sotto le temperature indicate.
  • Ambiente ideale: 22-24°C, stampi e attrezzi perfettamente asciutti, e l’ambiente per il successivo raffreddamento non dovrebbe scendere sotto i 12-15°, quindi niente frigo!!

Riepilogo per i 3 cioccolati:

 

FUSIONE

RAFFREDDAMENTO

RAFFREDD E UTILIZZO

Cioccolato fondente

48-50°C

28°C

31-32°C

Cioccolato al latte

44-45°C

27°C

29-30°C

Cioccolato bianco

44-45°C

26°C

28-29°C

Fonte: Dolci, Fabbri Editori, Milano 2006.

esempio:

  la striscia laterale

 il numero e il cioccolatino a cuore

Torta settembrina con mandorle, nocciole e pesche per il compleanno di papà


Il 12 Settembre è stato il compleanno di papà, e nonostante il periodo di full immersion per preparare l’ultimo esame e la tesi, ho preparto una tortina per festeggiarlo, anche dopo le sue battutine per andare a comprare la torta, visto i miei impegni…grrrr sempre lì cadiamo!! ma lasciamo stare….tra antonio vieira, le colonie portoghesi e il brasile della compagnia di Gesù, è venuta fuori una tortina niente male, anzi al parere di chi lìha mangiata la più buona finora.

E visto che a casa non gradiscono cose troppo pompose, pesanti di creme, pdz, mmf, ccg, hjfahdlfkah, e avevo già in mente di preparare una cosa semplice, sal sapore di casa, mi è venuta in mente la mitica torta di mandorle di maria grazia calò conosciuta tramite Cam, con qualche modifica visto che solo mandorle avevo paura intoppasse un po’ (gli ospiti, mica me!!! le ho riscoperte da poco e le adoro!!) e poi l’ho decorata con panna montata (che papà adora) e una striscia di cioccolato (che adoro io ):

250g ca di mandorle miste con e senza buccia
250g ca di nocciole
350g di zucchero
3 uova
100g di burro
100g di farina
8g di lievito (4g+4g)
un pizzichino di sale
un po’ bucciadi limone grattata
brandy e maraschino
1 pesca grandicella
150gr panna fresca da montare
100g cioccolato fondente da fondere e temperare
 
prima di tutto tritare 450g di mandorle e nocciole con 330 di zucchero
 
Per la frolla:
 
100g di farina setacciata con 4 g lievito
metà del mix mandorle -nocciole-zucchero quindi 250g
il sale,
i 100g di burro
amalgamare il tutto e aggiungere mezzo uovo (come suggerito da Cam, sbattere un uovo e lasciarne mezzo per il ripieno)
amalgamare bene e far riposare il panetto ottenuto in frigo almeno 30min, passato il tempo la stendiamo
intanto prepariamo il ripieno:
laviamo la pesca e tagliamola a fettine sottilissime, facciamo insaporire in una ciotolina con un po’ di brandy, di maraschino e i 20g di zucchero lasciati da parte.
in un’altra ciotola, uniamo
il resto del mix mandorle-nocciole-zucchero,
le 2 uova e mezza
un po’ di brandy
i restanti 4g di lievito e
la buccia di limone
ora montiamola:
foderiamo con la frolla una tegliettina da 20-22cm già ricoperta di carta forno, bucherelliamo con una forchetta e sistemiamo le pesche per ricoprire la base
ora versiamo anche il ripieno morbido e decoriamo con le mandorle e le nocciole restanti
facciamo cuocere a forno preriscaldato a 180°C per 40 minuti circa (io l’ho cotta per più tempo e infatti si è biscottata troppo, ma tanto dovevo decorarla )
questa è lasciata nature, anche senza pesche 😉
l’ho fatta raffreddare (tenuta in camera x non farla vedere a papà un’odorino……) e il giorno dopo… via con la decorazione!
ho fatto la striscia di cioccolato (io l’ho temperato*) come Stexy,
ho montato la panna e ho fatto dei ciuffettini, spolverato con cioccolato grattugiato e dei decori di cioccolato bianco
*Spero vi  sia stato d’aiuto
con la candelina
e la fetta…vedete le pesche?

 

davvero buonissima, la consiglio!

e auncora Auguri a papà che mi ha dato modo di fare questo esperimento ben riuscito

Lasagna verde e rosa (zucchine, cotto e pesto)


Ebbene sì, c’erano le lasagne in scadenza, pesto da finire, 3 zucchinelle che mi chiedevano cosa ne sarebbe stato di loro e dell’ottimo prosciutto cotto di Praga fresco: ne è uscita fuori una lasagna sublime, proprio di quelle che piacciono a me, belle morbide e gustose!

beh, guardate un po’ cosa ci siamo mangiati a pranzo dell’11 giugno 2011 🙂 mica male no?

grosso modo quindi gli ingredienti ve li ho dati…anche perchè non mi ricordo più esattamente le dosi…ma ci provo…

per una teglietta ca 20x26cm

1 confezione di Sfogliavelo Rana (Grande Giovanni!!) quindi mi pare 12 sfoglie, divide su 6 strati
una mozzarella
300g ca di besciamella (mi pare)
4 zucchine
1 spicchio d’aglio
100g prosciutto
100g di pesto (orientativamente, me ne era avanzato da quello fatto il giorno prima)
sale, pepe,
fiocchetti di burro
parmigiano

Non mi ricordo bene l’ordine, ma dalla foto mi sembra:

1°zucchine
2°zucchine
3°cotto
4°pesto
5°pesto

aromatizzata la besciamella (usate la ricetta che preferite) con pepe e noce moscata, allungata con un cincinì di latte, ci ho sporcato un po’ la teglia, ho messo il primo strato di sfoglia, ricondito con besciamella,  dopo aver passato le zucchine in padella con un filo d’olio e l’aglio, le ho fatte stiepidire e ci ho condito il primo strato, terminato con dadini di mozzarella e parmigiano

poi bescamella, cotto, mozzarella e parmigiano

poi besciamella, pesto,  e parmigiano

e l’ultimo, quello superficiale sempre bescamella, pesto, mozzarella, due zucchine tenute da parte prima e fiocchini di burro e parmigiano, infornare per una mezz’oretta a 180°C statico:

ed eccola in tutta la sua bontà

e questa l’indomani…ancora più buona, riscaldata nel forno!